Vivere a Milano

PORTA GENOVA

Il quartiere di Porta Genova , fa parte della più ampia zona dei Navigli ed è idealmente delimitato dal quadrilatero formato da via Solari, via Bergognone, il Naviglio Grande e la Darsena, con centro nel piazzale di Stazione Genova.

In prossimità della piazza, particolare era il ponte pedonale di sovrappasso dei binari, in ferro verniciato di verde, conosciuto come la Scaletta o Ponte degli artisti, che ormai in disuso ha lasciato spazio, più avanti nella via, ad un attraversamento pedonale a livello strada.

Più verso il Naviglio Grande, troviamo il caratteristico “vicolo dei lavandai”, dove si sono conservate le pietre adoperate in passato dai lavandai della zona per la lavatura dei panni, in un canaletto che attingeva acqua dal naviglio.

I lavandai giravano per le case del quartiere raccogliendo e riportando la biancheria da lavare, ciascun lavandaio aveva la propria pietra da lavaggio su cui strofinava il panno bagnato. La confraternita dei Lavandai di Milano risale al 1700.

Dove prima si trovava una drogheria che vendeva sapone, candeggina e spazzole, oggi si trova invece il famoso ristorante El Brellin, che si è impegnato a mantenere intatta l’atmosfera del luogo.

I vecchi opifici e laboratori sono stati progressivamente sostituiti da attività commerciali, perlopiù negozi di moda, locali notturni e musei.

Questa zona è infatti molto viva e piena di bar e ristoranti, ed al calar della sera, sulla sponda del Naviglio Grande è tutto un sorgere di tavolini e sedie pronte a ospitare il popolo dell’aperitivo, che si gode uno degli scorci più affascinanti di tutta la città: case basse in stile vecchia Milano, stupendi cortili all’interno delle case di ringhiera, vicoli nascosti, ponticelli per passare da una sponda all’altra tutto con un’atmosfera bohemien.

Il Naviglio Grande, è un naviglio che nasce dal fiume Ticino nei pressi del ponte di Oleggio per finire nella darsena di Milano, 50 Km di lunghezza e un dislivello di 33 m. La costruzione del Naviglio comincia nel 1177 per irrigare i campi, ed è solo il secolo successivo che viene reso navigabile, primo esempio in tutta Europa.

Con l’inizio dei lavori per il Duomo di Milano diventa per otto secoli una fondamentale via di comunicazione per le merci.

Una storia durata a lungo, visto che nel 1953 la Darsena era ancora il 13° porto italiano per il ricevimento delle merci.

Ancora oggi si può percorrere tutto il tragitto grazie alla pista ciclopedonale che ripercorre tutta l’alzaia portandoti fuori Milano senza neanche rendersene conto.

Il quartiere è servito dalla Linea M2, con la fermata Porta Genova, ubicata nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, alla quale fa capo la linea la Milano-Mortara, con treni regionali anche per Alessandria.

Lifestyle

Porta Genova è il quartiere più bohèmien di Milano, frequentato dalla movida, e oggi scelto di nuovo dalle famiglie. Tipici della zona sono l’Alzaia e la Ripa, i ponticelli, e le case di ringhiera.

Qui si fa un tuffo nella vecchia Milano, dove vivere con l’acqua a due passi è di per sé poetico, questi poi sono anche i luoghi dove la poesia ha trovato casa. Infatti i Navigli rimandano il pensiero ad Alda Merini (poetessa) che qui ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita.

 

Capolavoro di ingegneria idraulica è il naviglio Pavese.

La sua finalità principale era infatti permettere la navigazione continua da Milano fino al Po. Attraverso il fiume Ticino. Oggi la sua fisionomia è più autentica e popolare.

Sono partiti negli scorsi anni i lavori sul tratto milanese della ciclovia Vento, una pista ciclabile lunga quasi 700 chilometri che collegherà Venezia a Torino, passando anche da Milano.

Il tratto milanese della ciclabile sarà lungo circa 5 chilometri, accanto al naviglio Pavese.

 

Grandi cambiamenti urbanistici.

Anche la stazione di Porta Genova farà parte per progetto per la riqualificazione dei sette ex scali ferroviari dismessi, iniziato con l’accordo di programma firmato nel 2017 da Comune di Milano, Regione Lombardia, FS Italiane, con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr.

Gli ex scali ferroviari occupano una superficie libera di circa un milione di metri quadrati, il 65% dei quali saranno destinati ad aree verdi.

Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi dieci anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e riqualificazione cittadina in Italia e in Europa.

 

CENNI STORICO – INDUSTRIALI

La zona di Porta Genova con la linea Milano-Mortara venne inaugurata nel lontano 1870, un tempo la linea ferroviaria continuava ancora per qualche centinaio di metri in direzione nord e, proseguiva per raggiungere prima lo scalo merci Sempione, e poi per collegarsi alla Stazione Centrale.

Questa linea fu fortemente voluta e finanziata dagli industriali della zona sud-ovest, intenzionati a sfruttare le immense potenzialità del trasporto su rotaia per insediare nella zona un polo industriale all’avanguardia, le cui fabbriche avrebbero potuto essere agevolate proprio dal collegamento alla linea ferroviaria.

Così l’Alzaia naviglio grande, la via Tortona, la via Savona ed anche la via Solari, tutte parallele alla ferrovia, divennero sede di innumerevoli industrie, alcune ancora oggi visibili seppur dismesse o convertite ad altri usi, impiegavano migliaia di operai per produzioni spesso su scale internazionale.

Proprio a ridosso della Stazione si trovava il vasto complesso industriale della Bisleri, caratterizzato per l’alta ciminiera, casa fondata per la produzione del celeberrimo liquore Ferro China.
Iniziando a camminare verso la periferia lungo la via Tortona, si potevano incontrare numerose realtà imprenditoriali: come una antica torrefazione di caffè e una fabbrica di biciclette.
Poco dopo, la Barattini e C. specializzata in trattamenti chimici ed in particolar modo in processi galvanici.

Qui c’era anche la sede dell’Ansaldo, che occupava un’area già destinata all’industria fin dal 1904, e trovavano sede società come la Zust, la AEG e la Galileo Ferraris.

Realtà alle quali vanno aggiunte Franco Tosi e Compagnia Generale Elettricità, famosa per le parti elettriche dei nostri tram, ma anche per le radio a valvole dei nostri nonni.

In via Bergognone un altro colosso dell’epoca: la Nestlè di origini svizzere.
Sulla via Solari si vede ancora oggi l’imponente facciata in mattoni della Riva-Calzoni, principale acciaieria italiana.

Famosa per la costruzione di pompe idrauliche e turbine, una delle quali fu progettata per sfruttare l’energia delle cascate del Niagara.

Proseguendo ancora un po’ verso la periferia lungo la via Savona, si incontravano sulla sinistra la belga Schlumberger, produttrice di strumenti di precisione.

Oltre al vastissimo complesso della Osram e della Loro Parisini oggi totalmente abbattuto per lasciare posto a fabbricati civili.

Sopravvivono la palazzina liberty all’epoca adibita ad uffici Osram e l’edificio anni cinquanta progettato da Caccia Dominioni per gli uffici Loro Parisini.

Negli ultimi decenni molte realtà legate alla moda hanno instaurato il loro head-quarter in questa zona rigenerando questi vecchi edifici abbandonati.

 

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Maurizio Sala