Imu in successione: guida completa su chi paga, quote, scadenze e prescrizione per gli eredi

L’Imposta Municipale Unica (IMU) rappresenta uno degli oneri fiscali più rilevanti nel trasferimento di proprietà per causa di morte. La gestione dell’IMU in caso di successione è complessa, richiedendo una profonda comprensione dei principi di diritto civile e delle specifiche deroghe stabilite dalla giurisprudenza tributaria, in particolare per quanto concerne la ripartizione del debito tra gli eredi e i termini di accertamento.

Questo rapporto specialistico fornisce una guida esaustiva e dettagliata sulle responsabilità, le modalità di pagamento e i termini di prescrizione applicabili agli immobili ereditati.

Il contesto normativo e la nascita del debito imu nell’eredità

L’IMU è un’imposta di natura patrimoniale, calcolata su base annua, in proporzione alla quota di possesso e ai mesi effettivi di detenzione dell’immobile. Con l’apertura della successione e l’accettazione dell’eredità (anche in forma tacita), gli eredi subentrano nella soggettività passiva del tributo.

Soggetto passivo e decorrenza dell’obbligo imu

L’obbligo fiscale dell’IMU in capo agli eredi decorre precisamente dalla data del decesso del de cuius. A partire da quel momento, l’erede è tenuto al pagamento in base alla sua quota ereditaria, sia essa stabilita dalle norme della successione legittima o specificata nel testamento (successione testamentaria).

Il sorgere immediato dell’obbligo IMU al momento del decesso pone una pressione finanziaria sui successori, i quali spesso non hanno ancora formalizzato la divisione dei beni. Il sistema fiscale non attende la conclusione del processo di divisione ereditaria. Se la divisione si protrae, situazione comune in contesti complessi, gli eredi sono tenuti a calcolare e versare l’IMU pro quota sull’immobile indiviso per evitare sanzioni future. La gestione della divisione dei beni può seguire le regole stabilite dal testatore o tramite la valutazione di un terzo arbitratore, ma ai fini fiscali, l’immobile viene trattato come una comproprietà con responsabilità individuali definite dalle quote di possesso.

La gestione dell’immobile in comunione ereditaria

Finché la comunione ereditaria non viene formalmente sciolta, tutti i coeredi rimangono vincolati al pagamento dell’IMU in proporzione alle loro quote di eredità sull’immobile. Ad esempio, nel caso di tre eredi con quote uguali, ciascuno risponde per un terzo dell’imposta complessiva dovuta per quell’immobile.

La responsabilità parziaria: imu vs. altri tributi ereditari

La questione cruciale per gli eredi è determinare se il debito IMU sia retto dal principio di responsabilità solidale o parziaria. La giurisprudenza di legittimità ha stabilito una chiara distinzione che favorisce gli eredi per i tributi locali.

Il principio fondamentale della parziarietà

Per l’IMU (e per la TARI), vige il principio della responsabilità parziaria e non della responsabilità solidale tra gli eredi. Questo significa che ogni erede è responsabile unicamente per la propria quota parte del debito (pro quota), sia che si tratti di IMU non pagata dal de cuius in vita sia di quella maturata dopo la successione.

Se il debito IMU arretrato è di 600 euro e l’immobile è ereditato da tre persone in parti uguali, ciascun erede risponderà solo per 200 euro. Nessun erede può essere chiamato a rispondere per l’omissione di pagamento della quota spettante a un altro coerede.

La posizione della giurisprudenza di legittimità

L’assenza di solidarietà per l’IMU è confermata dalle pronunce della Corte di Cassazione, la quale ribadisce l’applicazione dell’Articolo 1295 del Codice Civile (divisione dei debiti ereditari) ai tributi locali. A differenza di tributi nazionali come l’IRPEF, dove il Decreto del Presidente della Repubblica 600/1973 impone la solidarietà, per l’IMU manca una previsione normativa che deroghi al diritto civile. Sentenze rilevanti, come la Cassazione n. 780/2011 e successive conferme, escludono in modo definitivo la solidarietà passiva dei coeredi per il debito IMU.

L’esclusione della responsabilità solidale, pur tutelando l’erede, comporta notevoli sfide operative per l’ente impositore (il Comune). L’assenza di solidarietà espone l’ente a difficoltà non solo nel recupero effettivo del tributo, ma anche nella complessità dell’azione amministrativa, soprattutto nel rintracciare i nominativi di tutti gli eredi. Questa complessità procedurale da parte del Comune può, in pratica, favorire l’erede nel contenzioso tributario, qualora l’ente dovesse commettere errori nella notifica o nell’imputazione del debito.

Di seguito una sintesi del regime di responsabilità per i principali tributi ereditari:

Tabella 1: Sintesi della responsabilità fiscale degli eredi

TributoRegime di Responsabilità degli ErediPrincipio Fondamentale
IMU (Imposta Municipale Unica)Parziaria (Pro Quota)Applicazione Art. 1295 c.c. (Debiti Ereditari).
TARI (Tassa sui Rifiuti)Parziaria (Pro Quota)Disciplina Tributi Locali (Assenza di Solidarietà).
IRPEF e IRAPSolidaleApplicazione del DPR 600/1973 (Tributi diretti).
IVAParziariaDisciplina specifica in materia IVA.

Mancato pagamento di una quota IMU conseguenze e tutele

La parziarietà del debito tutela esplicitamente gli eredi che sono in regola dai mancati adempimenti degli altri.

L’inadempimento e la protezione degli eredi onesti

La legge è chiara: se un coerede non paga la sua percentuale di IMU, gli altri eredi non ne rispondono. La responsabilità è strettamente limitata alla quota di possesso spettante a ciascuno. Non si verifica, pertanto, alcun effetto domino per cui un erede solvente sia costretto a coprire la quota di un altro inadempiente.

Azione di recupero e notifica individuale

Per recuperare la quota di debito non versata, il Comune deve agire specificamente e singolarmente contro l’erede inadempiente. L’avviso di accertamento notificato dal Comune deve necessariamente indicare la quota imputabile al destinatario. Un atto che richieda a un singolo erede il pagamento del debito totale del de cuius è viziato e può essere impugnato.

La notifica agli eredi può, in via facoltativa, essere impersonale e collettiva (indirizzata agli “Eredi del Sig. X”), ma solo se effettuata entro un anno dal decesso. Tuttavia, indipendentemente dalla modalità di notifica, l’atto stesso deve rispettare il principio di parziarietà, richiedendo il versamento della sola quota dovuta dal destinatario.

Poiché la parziarietà impone al Comune di individualizzare l’accertamento, l’uso di atti standardizzati che non tengano conto delle specifiche quote ereditarie espone l’amministrazione al rischio di contenzioso per vizi sostanziali. In tal caso, gli eredi hanno la possibilità di contestare l’accertamento che richieda una somma superiore alla propria quota. È quindi fondamentale che gli eredi conservino la documentazione della successione per dimostrare la propria quota e impugnare immediatamente avvisi non conformi.

Timing e scadenze imu post-successione

Periodo di riferimento del debito

Gli eredi devono distinguere tra due tipi di debiti IMU:

  1. Debito del De Cuius (Arretrati): L’IMU relativa agli anni precedenti il decesso segue le regole ordinarie di scadenza e può essere richiesta dal Comune solo se non sono trascorsi i termini di decadenza (vedi Sezione Prescrizione e decadenza imu per gli eredi). Gli arretrati devono essere saldati dagli eredi in proporzione alla quota ereditaria.
  2. Debito degli Eredi (Corrente): L’IMU che matura dal giorno del decesso in poi segue le scadenze ordinarie annuali stabilite dalla normativa, tipicamente acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre.

Adempimenti dichiarativi imu da parte degli eredi

Generalmente, la presentazione della Dichiarazione di Successione assolve anche all’obbligo di presentare la Dichiarazione IMU al Comune. Questo esonero è possibile in quanto l’Agenzia delle Entrate comunica automaticamente i dati di variazione catastale ai Comuni.

Tuttavia, l’esonero non è assoluto. La Dichiarazione IMU resta obbligatoria quando l’immobile ereditato rientra in casistiche che prevedono l’applicazione di agevolazioni legate all’uso e non sono desumibili unicamente dagli atti di successione. Ad esempio, per usufruire della riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito, è necessario presentare la Dichiarazione IMU al Comune.

È un errore comune fidarsi ciecamente dell’esonero automatico post-successione. La normativa richiede la Dichiarazione IMU per accedere a quegli sconti (come il comodato gratuito) che implicano una manifestazione di volontà o il rispetto di specifici requisiti di residenza. Se l’erede non presenta la dichiarazione per far valere tale agevolazione, pur avendo adempiuto alla Successione, perde il beneficio e si espone all’accertamento per la differenza di imposta dovuta.

Come effettuare il versamento IMU: guida alla compilazione del modello F24

Il pagamento dell’IMU in caso di successione deve essere eseguito da ciascun erede utilizzando il Modello F24, seguendo specifiche istruzioni per l’identificazione del soggetto passivo.

Strumento di pagamento e codici tributo

Il versamento dell’IMU si effettua tramite Modello F24, utilizzando i codici tributo specifici che variano in base alla tipologia di immobile (ad esempio, 3918 per altri fabbricati di competenza comunale) e all’ente impositore.

Identificazione del soggetto versante (codice fiscale erede)

Poiché l’erede, con l’accettazione, diviene il nuovo soggetto passivo per la sua quota di possesso, nel campo “Contribuente” del Modello F24 deve essere inserito il Codice Fiscale dell’Erede. L’erede versa l’imposta a titolo proprio, in quanto possessore fiscale dell’immobile post-decesso, e non per conto del defunto.

È importante non confondere questa procedura con il pagamento delle imposte relative alla Dichiarazione di Successione (come imposta ipotecaria o catastale), per le quali vengono utilizzati codici tributo e codici identificativi specifici (es. Codice 08) che identificano l’erede/coobbligato che versa per la successione. Per l’IMU ordinaria, prevale il Codice Fiscale dell’erede-possessore.

L’utilizzo scorretto del Codice Fiscale, ad esempio inserendo quello del defunto, rappresenta un errore operativo che può complicare l’imputazione del versamento nei sistemi del Comune, anche se il pagamento è stato materialmente eseguito.

Calcolo pro quota sull’F24

Dato il principio di parziarietà, ogni erede deve compilare un Modello F24 separato, indicando come “Importi a debito versati” esclusivamente la sua quota di IMU. Non è consentito che un erede versi la quota dovuta da un altro. Se, ad esempio, l’immobile è di proprietà del 60% di un erede e del 40% di un altro, l’IMU si divide nelle medesime percentuali.

imu eredi successione

Prescrizione e decadenza imu per gli eredi

Il termine quinquennale di decadenza per l’accertamento

Il potere di accertamento del Comune, ovvero il diritto di emettere e notificare un avviso di accertamento per IMU non versata, decade dopo cinque anni.

Il termine ultimo di decadenza per l’accertamento scade il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui l’imposta doveva essere versata. Ad esempio, per l’IMU relativa all’anno 2020 non pagata, il termine di decadenza per l’accertamento scade il 31 dicembre 2025.

Tabella 2: Termini di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento imu

Anno di Imposta (Omesso Versamento)Termine Ultimo di Decadenza (31 Dicembre dell’Anno)Riferimento Temporale
Anno XAnno X + 5Entro il quinto anno successivo a quello in cui l’imposta era dovuta.
Esempio: IMU 202131/12/2026Decadenza del potere accertativo del Comune.

L’interruzione della prescrizione e la parziarietà

La decadenza opera in modo rigido. Se il Comune non notifica l’avviso di accertamento entro il termine quinquennale a un coerede, il debito IMU relativo a quell’anno per quel coerede si estingue.

A causa della responsabilità parziaria, l’atto di accertamento notificato a un erede interrompe la prescrizione soltanto per la specifica quota di debito imputabile a quell’erede. La notifica non produce alcun effetto interruttivo sugli altri coeredi non raggiunti dall’atto, confermando un vantaggio strategico per l’erede in caso di inerzia o difficoltà operativa del Comune nel notificare individualmente tutti i successori. In caso di contenzioso, la difesa legale deve quindi concentrarsi non solo sull’entità del debito, ma anche sulla tempestività e sulla correttezza formale della notifica individuale dell’accertamento.

Esenzioni e riduzioni: casistiche speciali ereditarie

L’IMU sugli immobili ereditati è influenzata dall’uso che gli eredi ne fanno, con particolare riguardo al concetto di abitazione principale.

L’abitazione principale e la comproprietà ereditaria

Se l’immobile ereditato è utilizzato da uno o più eredi come abitazione principale (stabilendovi la residenza anagrafica e la dimora abituale), la quota di possesso di tale erede è esente dal pagamento IMU. Le quote detenute dagli eredi non residenti, per i quali l’immobile è considerato una seconda casa, rimangono invece imponibili.

Il diritto di abitazione del coniuge superstite (art. 540 c.c.)

Il diritto di abitazione e di uso concesso al coniuge superstite dall’Articolo 540 del Codice Civile configura un diritto reale di godimento sufficiente per l’esenzione IMU sull’abitazione principale. In questi casi, il coniuge superstite, in quanto titolare di tale diritto, è l’unico soggetto passivo ai fini IMU e beneficia dell’esenzione.

Tuttavia, la giurisprudenza tributaria pone limiti stringenti in caso di comproprietà con soggetti terzi. L’esenzione spetta al coniuge superstite solo se l’immobile era di proprietà esclusiva del defunto o in comproprietà tra i coniugi. Se l’immobile era in comunione con un soggetto terzo (ad esempio, il fratello del de cuius), il coniuge superstite non paga, ma il comproprietario terzo deve versare l’IMU sulla propria quota, in quanto per lui l’immobile non è esente. In questa casistica, si distingue rigorosamente tra il diritto civile ad abitare e il beneficio fiscale, che richiede il rispetto dei requisiti di comproprietà ai fini dell’agevolazione.

Riduzione 50% per comodato d’uso gratuito

Gli eredi possono accedere alla riduzione del 50% della base imponibile IMU se l’immobile è concesso in comodato gratuito a parenti in linea retta (figli o genitori) che lo adibiscano a propria abitazione principale.

L’applicazione di questa riduzione è subordinata a precise condizioni che devono essere dichiarate al Comune:

  1. Il contratto di comodato deve essere registrato.
  2. Il comodante (l’erede) non deve possedere in Italia, oltre all’immobile concesso in comodato, nessun altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione di quello classificato nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.
  3. Il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato.

È prevista l’applicazione della riduzione anche qualora, in caso di morte del comodatario, l’immobile rimanga adibito ad abitazione principale del coniuge del comodatario, in presenza di figli minori.

Sanzioni, interessi e ravvedimento operoso per gli eredi

In caso di omesso o parziale versamento dell’IMU (sia per debiti propri che per arretrati ereditati), l’erede può ricorrere al ravvedimento operoso per mitigare le sanzioni.

Regime sanzionatorio base e aggiornamenti

Storicamente, la sanzione base per omesso o parziale versamento dei tributi locali era pari al 30%. In seguito alle modifiche introdotte dall’Art. 2 del D. Lgs. 87/2024, la sanzione base per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024 è ridotta al 25% del tributo non versato.

È essenziale che l’erede verifichi l’anno di riferimento della violazione. Per i debiti relativi a versamenti mancati prima del 1° settembre 2024 (spesso il caso degli arretrati del de cuius), la sanzione base rimane il 30%. Questo influisce direttamente sulla corretta applicazione delle frazioni di riduzione previste dal ravvedimento.

Utilizzo del ravvedimento operoso (d. lgs. 472/1997)

Il ravvedimento operoso (disciplinato dal D. Lgs. 472/1997) consente all’erede di regolarizzare la propria specifica quota di debito, applicando sanzioni ridotte, oltre al pagamento degli interessi legali. Poiché la Dichiarazione IMU ha natura periodica, il ravvedimento può essere effettuato soltanto entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.

L’applicazione della sanzione ridotta dipende dalla tempestività del versamento post-scadenza:

Tabella 3: Sanzioni ridotte per ravvedimento operoso imu (aggiornamento normativo)

Ritardo nel VersamentoSanzione Ridotta Applicabile (Frazione della Sanzione Minima)Riferimento Normativo (Frazione)
Entro 14 giorni (Ravv. Sprint)0,1% al giorno1/15 (Art. 13, c. 1, lett. a)
Entro 30 giorni1,5%1/10 (Art. 13, c. 1, lett. a)
Dal 31° al 90° giorno (Ravv. Intermedio)1,67%1/9 (Art. 13, c. 1, lett. a-bis)
Oltre 90 giorni, entro 1 anno3,75%1/8 (Art. 13, c. 1, lett. b)
Oltre 1 anno, entro 2 anni4,29%1/7 (Art. 13, c. 1, lett. b-bis)
Oltre 2 anni5,00%1/6 (Art. 13, c. 1, lett. b-ter)

Conclusioni e riepilogo per gli eredi

La gestione dell’IMU in caso di successione è governata dal principio cardine della responsabilità parziaria. Questo principio garantisce che nessun erede sia chiamato a coprire l’inadempienza degli altri e delimita l’azione di accertamento del Comune.

Per adempiere correttamente e tutelarsi da futuri accertamenti, gli eredi devono adottare le seguenti prassi:

  1. Rispettare la Parziarietà: Pagare sempre e solo la propria quota di IMU utilizzando un Modello F24 separato e il proprio Codice Fiscale.
  2. Monitorare la Decadenza: Essere consapevoli che il debito non accertato entro cinque anni si estingue. La notifica dell’accertamento deve essere individuale e tempestiva per ogni quota.
  3. Verificare le Agevolazioni: Non dare per scontato l’esonero dalla Dichiarazione IMU se si applicano riduzioni specifiche (come il comodato d’uso), per le quali la dichiarazione resta indispensabile.
  4. Pronta Contestazione: Qualsiasi avviso di accertamento che tenti di imporre la responsabilità solidale o che richieda il debito integrale deve essere immediatamente impugnato.

Di fronte a situazioni complesse (come la contesa sull’esenzione del coniuge superstite con terzi comproprietari o l’applicazione del ravvedimento operoso su debiti pluriennali), è fortemente raccomandato l’intervento di uno specialista in fiscalità immobiliare e contenzioso tributario per garantire la corretta applicazione delle norme e la tutela contro atti impositivi viziati.